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Le Reti d'Impresa

Il contratto di “rete di imprese”, introdotto con la legge 33 del 2009,  rappresenta uno strumento giuridico di coordinamento per tutte le imprese che vogliono aumentare la loro massa critica e avere maggiore forza sul mercato senza doversi fondere o unirsi sotto il controllo di un unico soggetto.

Con il contratto di rete, infatti, due o più imprese, pur rimanendo indipendenti, possono realizzare progetti industriali comuni, diretti in particolare ad accrescere la capacità innovativa e la competitività. E’ lo strumento normativo più adatto per le piccole realtà (P.M.I.) in virtù dei costi ridotti e della flessibilità contrattuale.

A differenza del Consorzio, che è stato pensato per raggiungere obiettivi specifici di breve-medio termine, la Rete è stata ideata per aggregare le imprese nel medio-lungo periodo sull’obiettivo più generale di aumentare competitività e capacità innovativa, ingredienti questi fondamentali per competere sui mercati internazionali ed uscire dalla crisi economica che ha caratterizzato i mercati nell’ultimo biennio.

Il nostro legislatore, con l’art. 42 del DL n. 78/2010, ha introdotto un’agevolazione fiscale a favore delle imprese che stipulano contratti di rete, secondo cui non concorre alla formazione del reddito imponibile dell’impresa, aderente a un contratto di rete, la quota degli utili d’esercizio destinata al fondo patrimoniale comune e per tale via alla realizzazione degli investimenti previsti dal contratto di rete.

Per poter accedere del beneficio fiscale le imprese devono:

  1. stipulare (o aderire ad) un contratto di rete e registrarlo nel registro delle imprese;
  2. accantonare ed evidenziare in bilancio in una apposita riserva gli utili destinati al fondo patrimoniale comune, dandone informazione nella nota integrativa;
  3. far asseverare il programma di rete dagli organismi di espressione dell’associazionismo imprenditoriale.

Gli utili d’esercizio destinati al fondo patrimoniale comune sono vincolati alla realizzazione degli investimenti previsti dal programma comune di rete, preventivamente asseverato.

Il programma di rete, pertanto, assume un ruolo essenziale dell’agevolazione, poiché è ad esso demandata l’individuazione degli investimenti che in concreto devono essere realizzati e che danno accesso al beneficio.

Sono investimenti ammissibili non solo i costi per i servizi e i beni (strumentali e non) acquistati e per l’utilizzo del personale, ma anche i costi di beni e servizi messi a disposizione dalle singole imprese a favore della rete, ivi comprese le ore di lavoro di personale dedicato alla specifica attività in rete.

Confindustria Messina ha recentemente aderito al “Protocollo Mare Nostrum” un’iniziativa portata avanti da numerose associazioni del Sistema Confindustria, per promuovere e sviluppare le Reti d’Impresa fra le aziende del comparto della nautica.

Le guide di Retimpresa

Normativa

Materiale seminario "Reti d'Impresa e Contratto di Rete" - Confindustria Messina, 9 febbraio 2012