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Start Up Innovative: pubblicato il Report del secondo trimestre 2017

 

È stato pubblicato il report sulle start up innovative relativo al secondo trimestre del 2017, realizzato dalla DG per la Politica Industriale, la competitività e le piccole e medie imprese del Ministero dello Sviluppo Economico e da InfoCamere, in collaborazione con UnionCamere, consultabile su http://startup.registroimprese.it

Di seguito le principali evidenze.

Al 30 giugno 2017 le start up innovative iscritte nella sezione dedicata del Registro delle Imprese sono 7.394, ben 514 in più rispetto alle 6.880 dello scorso 31 marzo (+7,5%). In questo trimestre, dunque, le nuove imprese innovative superano per la prima volta la soglia delle 7.000 unità.

Il dato appare particolarmente significativo se si considera che negli ultimi mesi circa 800 società hanno perso lo status di start up innovativa per il venir meno del requisito anagrafico previsto dalla legge. Anche per effetto della nuova modalità di costituzione digitale e gratuita, che sta contribuendo a rafforzare i trend delle nuove iscrizioni, buona parte delle start up analizzate in questo rapporto sono di recente o recentissima creazione.

Nello specifico, più della metà delle start up in esame non era stata ancora avviata nel 2015, anno cui si riferiscono gli ultimi dati di bilancio disponibili. Presentando i dati sui bilanci 2016, la prossima edizione del rapporto offrirà una panoramica più aggiornata sugli indicatori economici e finanziari delle start up innovative iscritte.


Si rilevano interessanti segnali di un rafforzamento dimensionale del fenomeno, quanto meno sul fronte degli addetti: 9.365 all’ultima rilevazione, un incremento complessivo di 696 unità rispetto a fine 2016, che si traduce in un numero medio per impresa in visibile aumento (da 3,25 a 3,6). Gran parte della forza lavoro coinvolta nelle start up italiane è rappresentata dai soci: a fine giugno se ne contavano quasi 30mila (29.651), in media oltre 4 a start up. Considerato che i dati sugli addetti vengono rilevati con un ritardo di tre mesi, è possibile assumere che al 30 giugno la somma di soci lavoratori e addetti abbia già toccato quota 40mila. Con riferimento alla distribuzione geografica del fenomeno, la Lombardia si conferma essere il principale hub delle start up italiane, con 1.694 imprese iscritte in sezione speciale (22,9% del totale nazionale): l’area metropolitana di Milano da sola ne conta 1.160, più di quante ne siano localizzate nella seconda regione per popolazione di start up, l’Emilia-Romagna (808, 10,9% del totale). Al terzo posto troviamo il Lazio con 719 (9,7%), in gran parte localizzate a Roma (625 start up, 8,5%); seguono il Veneto con 637 (8,6%) e la Campania con 547 (7,4%). La regione con la più elevata incidenza di start up innovative in rapporto alle società di capitali presenti è il Trentino-Alto Adige (1,07%), seguita dalle Marche (0,86%), e da Emilia-Romagna e Friuli Venezia-Giulia (0,72%).

Per ulteriori informazioni e supporto, contattare presso i nostri uffici la dott.ssa Luigia Furnari (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – 090774453).

 

Prot. n. 266/17/lf